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Qual è il senso della vita?

Premessa:

Perchè spendere energia per cercare una risposta a questa domanda?
a) Semplicemente perchè, Io, come essere Umano, posso cercarla;
b) Qualsiasi risposta cambia a seconda di come sperimentiamo ciascun aspetto della nostra vita biologica.


Dati certi (tanto per cominciare):

La vita biologica termina. Anche se tramite le statistiche attuariali possiamo prevedere il nostro termine biologico come gruppo, ciascuno di noi non può sapere quando e come morirà.

Ma:

La nostra vita è riducibile a quella biologica? Cosa sappiamo della vita mentale? Abbiamo prove che una qualche sorta di vita mentale non termina con la nostra vita biologica?     Non molte, solo qualcuna, anche se abbiamo buone teorie, ad es. le principali religioni spirituali: Cristiana, Buddista, Vedica, Islamica, Ebraica ed alcuni approcci filosofici al problema mente-corpo come il Dualismo, il Monismo mentale ed alcune interpretazioni del ruolo della libera volontà provenienti dalla Meccanica Quantistica.


SE POSSIAMO IPOTIZZARE CHE LA NOSTRA VITA MENTALE NON E' RIDUCIBILE ALLA NOSTRA VITA BIOLOGICA, QUAL'E' IL SENSO DELLE NOSTRE ESPERIENZE PERSONALI?

Tentativi di risposta (aperti all'indagine ed alla discussione):

- Solo per mezzo della nostra esistenza biologica possiamo raggiungere la coscienza di noi stessi o Autocoscienza; - Solo sperimentando i nostri limiti, possiamo ottenere la coscienza della nostra infinita natura.

- Perché così tanta gente nel mondo? Ogni persona rappresenta una esperienza (coscienza) unica. L'insieme di tutte le esperienze umane forma una unica, singola coscienza collettiva. Questa coscienza collettiva è la coscienza di una singola, unica Entità che sperimenta sé stessa (prende coscienza di sé) attraverso ciascuno di noi.  Ma questo non è lo stesso che affermare  che noi, ognuno di noi, é espressione di questa Entità che sta cercando di raggiungere la propria Autocoscienza?

- Ma se noi siamo espressione di questa infinita Entità, perché non ci ricordiamo la nostra originale natura?  La qualità delle nostre esperienze e quindi della nostra consapevolezza, cambia se lo facciamo come esseri umani limitati o come esseri spirituali senza limiti? Sembra quindi necessario riconquistare la nostra identità spirituale e le nostre infinite capacità solo attraverso l'esperienza dei nostri limiti.

- Recuperando la nostra originale vera natura possiamo recuperare le nostre infinite potenzialità di cui i fenomeni di Extrasensory Sensory Perception, Interazione mentale con sistemi biologici e fisici, Vita oltre la Morte, Coscienza collettiva, sono solo alcuni esempi.


COME FARE PER RICORDARE E RECUPERARE LA NOSTRA ORIGINALE NATURA E QUINDI LE NOSTRE INFINITE POTENZIALITA'?

- Se i limiti biologici (organi di senso, cervello) sono essenziali per sperimentare i nostri limiti, solo senza di essi e senza utilizzare i normali processi cognitivi di percezione, memoria, ragionamento, sarà possibile accedere alle nostre infinite potenzialità. In sintesi occorre accedere ad uno stato mentale di pura consapevolezza e vigilanza senza attività mentale usuale. Molte pratiche di meditazione educano proprio a raggiungere questo stato.

- Ma cosa rimane della nostra identità e della nostra attività psichica senza l'utilizzo dell'attività mentale usuale? Proprio la nostra identità originaria che si può definire in vari modi, Sé spirituale, Sé originario ecc. E come si può conoscere e ottenere qualcosa usando le infinite potenzialità di questo Sé ? Non rimane che un' unico mezzo: la pura intenzione. La pura intenzione è un intendere, si potrebbe dire, un volere senza ragionamento, senza memoria, senza percezione. Il risultato non può che essere immediato molto simile a quello che comunemente conosciuto come Ispirazione o Intuizione che però normalmente è frutto di processi normali cognitivi di elaborazione spesso automatici ed inconsapevoli.
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